Image Image Image Image Image
Scroll to Top

To Top

Laia Costa

Victoria: un opera che fa dell’impressionante scelta stilistica il mezzo atto a creare un’esperienza immersiva senza precedenti

On 23, feb 2016 | No Comments | In Altro | By Samuel Antichi

Presentato in concorso alla 65esima edizione del festival del cinema di Berlino, dopo aver ottenuto l’orso d’argento per il miglior contributo tecnico, assegnato al direttore della fotografia Sturla Brandth Grøvlen, Victoria (2015), l’ultimo lungometraggio di Sebastian Schipper, noto più che altro nelle vesti di attore che in quelle di regista, ha suscitato l’interesse da parte di molti, dal momento che il film è stato girato in un unico piano sequenza, iniziato una notte d’aprile alle 4.30 e finito 2 ore e 20 minuti più tardi.
Il film si apre in una discoteca, passando tra il fumo e la folla, la macchina da presa si sofferma su Victoria (Laia Costa), una ragazza ventenne di Madrid che balla da sola al ritmo di musica elettronica sotto le luci al neon. In un pedinamento incessante la seguiamo mentre si dirige verso l’uscita del locale dove incontra Sonne (Frederick Lau) un ragazzo berlinese che in compagnia di tre amici vuole a tutti i costi mostrarle i lati nascosti e meno battuti della città. Sembra scattare subito la scintilla tra i due e la giovane ragazza, appena trasferitasi a Berlino, dove lavora come barista, accetta l’invito del gruppo con l’intenzione di vivere fino all’alba un’avventura fuori dagli schemi. Tuttavia, quella che sembrerebbe cominciare come una normale love story si trasforma inaspettatamente in un action movie ad alta tensione con inseguimenti a perdifiato. La narrazione guida i personaggi e la macchina a mano percorre la stessa direzione, prima con movimenti fluidi e scorrevoli poi nervosi e frenetici a rincorrere le situazioni in divenire.
Sicuramente la scelta di girare un film in un unico piano-sequenza in movimento (reale o “illusorio” che sia) può far pensare inizialmente ad un virtuoso esercizio stilistico atto solamente ad attirare l’attenzione su un film che oltre alla spettacolarità dei movimenti di macchina non avrebbe altro da offrire. In questo caso invece la coraggiosa scelta stilistica riesce a far immergere lo spettatore in un turbinio di adrenalinici colpi di scena e spiazzanti cambi di registro dove la forza della narrazione scandisce ogni istante di questa folle nottata. Un’impresa ai limiti del concepibile non solo da parte del regista e degli assistenti, il film è girato in 22 location in totale, ma anche degli attori a cui è chiesto di improvvisare la maggior parte dei dialoghi seguendo una linea narrativa appena abbozzata. La ripresa in continuità enfatizza in modo naturale e spontaneo l’evoluzione dei due personaggi principali, che prima occupano lo schermo con chiacchiere futili e spensierate, e che finiscono poi per essere coinvolti in inseguimenti e sparatorie durante il corso della nottata. Un unico adrenalinico time-lapse nella notte Berlinese che trascina lo spettatore in un grado di immersione senza precedenti.

Tags | , , , , ,